Il Viceministro dell’Ambiente annuncia il nuovo regolamento: i produttori diventeranno responsabili del fine vita dei capi, con un sistema di incentivi per chi punta sulla sostenibilità.
Un cambio di rotta epocale per il mondo della moda. A delinearlo è Vannia Gava, Viceministro dell’Ambiente, che ha ufficializzato l’imminente arrivo della tanto attesa Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per il comparto tessile.
Il nuovo provvedimento stravolge le regole del gioco: d’ora in avanti, chi produce abbigliamento e accessori dovrà farsi carico anche del loro destino una volta diventati rifiuto. L’obiettivo è chiaro: potenziare la raccolta, dare nuova vita ai capi usati e incentivare il riciclo delle fibre. Il cuore del meccanismo sarà un contributo ambientale “su misura”, direttamente proporzionale all’impatto ecologico del prodotto. Più un capo sarà sostenibile e riciclabile, meno peserà sulle tasche dei produttori.
Non si tratta solo di smaltire meglio, ma di ripensare l’intera filiera. “Con questa mossa vogliamo spingere le aziende a progettare in ottica circolare fin dal primo bozzetto”, si può interpretare dalle dichiarazioni del Viceministro. Un modo per premiare l’innovazione e rendere il made in Italy non solo un’eccellenza estetica, ma anche un modello di sostenibilità.
Una regolamentazione chiara e operativa è la chiave per sbloccare nuovi investimenti, garantire trasparenza e innalzare la qualità dei materiali recuperati. L’auspicio è che questo intervento strutturale possa finalmente gettare le basi per un’industria tessile davvero circolare, allineando l’Italia agli ambiziosi target europei.
Fonte: ANSA: “Gava, un passo concreto per l’economia circolare nel tessile”


































