Roma, 31 marzo 2026
Si è svolto oggi a Roma, su iniziativa dell’Onorevole Alberto Luigi Gusmeroli, Presidente della Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati, in collaborazione con PlasticsEurope Italia, l’Associazione di Federchimica che rappresenta i produttori di materie plastiche, un incontro tra i principali attori industriali della filiera nazionale delle materie plastiche e i rappresentanti delle Istituzioni.
Con i saluti istituzionali del Presidente della Camera dei Deputati, On. Lorenzo Fontana, in apertura, l’evento è stato dedicato alla presentazione dello studio L’industria della plastica in Italia. Strategie e linee di azione per supportare competitività e circolarità, realizzato dai principali player della filiera1 , con la collaborazione di TEHA Group, think tank e gruppo leader di consulenza strategica.
Il rapporto evidenzia anzitutto la strategicità del comparto nel contesto economico nazionale: la filiera della plastica italiana ha generato, nel 2023, 58,4 miliardi di euro di fatturato e 15,3 miliardi di valore aggiunto, con una forza lavoro di 164.000 occupati.
Uno degli aspetti centrali dello studio è l’analisi del complesso contesto normativo italiano ed europeo, con particolare attenzione alle penalizzanti asimmetrie competitive derivanti dai costi energetici, all’incertezza causata dalle attuali tensioni geopolitiche, ai rischi e alle opportunità che discendono dall’attuale corso legislativo.
La circolarità si conferma elemento centrale: attraverso la valorizzazione delle tecnologie di riciclo meccanico, chimico e organico (ed un investimento di oltre 2,6 miliardi di euro), l’Italia potrebbe recuperare sino a 4,5 milioni di tonnellate dei rifiuti attesi al 2040 (circa il 66% di 6,8 milioni di tonnellate), di cui il 13,6% attraverso tecnologie innovative, coprendo con materiale circolare sino al 45% della domanda di materia prima nazionale stimata nel medesimo orizzonte temporale (9,7 milioni di tonnellate).
In tale scenario le bioplastiche, in particolare quelle biodegradabili e compostabili, costituiscono un importante tassello nella costruzione di un futuro più sostenibile, per raggiungere sfidanti obiettivi di circolarità e decarbonizzazione e contribuire al miglioramento della qualità e quantità della raccolta dell’organico.
In conclusione, lo studio individua linee di azione per il raggiungimento di uno scenario migliore, funzionale alla trasformazione in atto:
- definizione di una strategia nazionale della plastica, che contempli anche la semplificazione degli iter autorizzativi per impianti circolari;
- definizione degli aspetti tecnico/normativi afferenti al riciclo chimico;
- sviluppo del mercato delle materie prime seconde e delle plastiche da biomassa, anche tramite target vincolanti di contenuto circolare nei prodotti, nonché nei processi procurement della Pubblica Amministrazione;
- istituzione di un Fondo nazionale per la transizione circolare della plastica e identificazione di misure di agevolazione fiscale;
- riforma ed estensione del sistema EPR (Responsabilità Estesa del Produttore);
- approccio integrato per la definizione dei criteri End-of-Waste.
Nello scenario più favorevole, attraverso il ricorso congiunto a tali misure, la filiera potrebbe generare ulteriori 3 miliardi di euro di valore aggiunto (+20%) e 30.000 nuovi posti di lavoro. Considerando anche l’impatto sull’indotto, il valore aggiunto complessivo potrebbe aumentare di quasi 10 miliardi di euro con oltre 83.000 nuovi posti di lavoro in tutto il Paese. L’assenza di interventi, al contrario, comporterebbe costi significativi per il settore: si stima infatti una perdita di circa 4,7 miliardi di euro di valore aggiunto (pari a circa il 30% del totale attuale) e di oltre 55.000 posti di
lavoro, ovvero circa il 33% dell’occupazione attuale.
“La competitività dell’industria della plastica, settore strategico e di primaria rilevanza per l’economia italiana, è legata alla trasformazione verso un modello sostenibile che abbia la circolarità come leva di sviluppo” ha dichiarato Franco Meropiali, Presidente di PlasticsEurope Italia – Federchimica. “L’innovazione tecnologica costituisce un impulso fondamentale per accompagnare il settore verso una transizione efficace, assieme a politiche industriali che rafforzino il comparto, in particolare verso la trasformazione in ottica circolare e la chimica da materie prime rinnovabili. Collaborando con le Istituzioni, siamo pronti a svolgere il nostro ruolo, affinché vengano intraprese le azioni necessarie e creati i fattori abilitanti a supporto della competitività e sviluppo della filiera”.
Nel corso dell’incontro il Presidente Gusmeroli ha posto l’accento sulla rilevanza de settore. “Quella della plastica – ha affermato – è una filiera strategica del nostro sistema produttivo e va difesa con forza, senza ambiguità. Parliamo di un comparto che genera ricchezza, lavoro, innovazione e che oggi si trova a misurarsi con costi energetici troppo elevati, concorrenza internazionale spesso sleale e un eccesso di vincoli che rischia di colpire proprio chi produce in Italia rispettando regole, ambiente e qualità. La transizione verso modelli sempre più sostenibili – ha proseguito – è una sfida necessaria, ma deve essere governata con buon senso, gradualità e concretezza. Non possiamo accettare che, in nome di un ambientalismo ideologico, si finiscano per indebolire le nostre imprese e favorire produzioni estere realizzate con standard inferiori. La politica ha il dovere di stare dalla parte di chi investe, innova e crea occupazione: servono meno burocrazia, più semplificazione, più sostegno agli investimenti circolari e una chiara strategia nazionale per accompagnare la competitività della filiera. Difendere l’industria della plastica significa difendere una parte importante del Made in Italy industriale”.
www.plasticseuropeitalia.federchimica.it

Vedi sotto l’Executive Summary


































