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Il futuro che vogliamo costruire

Combitech è nella top 10 in Italia per il riciclo di scarti di produzione industriale di polimeri termoplastici ed elastomeri

Combitech Italia è attiva da quasi trent’anni nel riciclo, commercializzazione e compounding di tecnopolimeri ed elastomeri termoplastici.

Daniele Rossetti, Presidente del CDA dell’azienda di Arconate (MI), racconterà in questa intervista la mission, gli sviluppi e le attese di chi, come Combitech, si impegna a creare una vera economia circolare.

Quali sono i punti di forza che meglio caratterizzano la vostra azienda?

“Operiamo con tre linee di recycling separate per il recupero degli scarti industriali, una scelta tecnica che ci consente di ridurre drasticamente il rischio di contaminazione e garantire un elevato standard qualitativo.

Siamo specializzati nelle attività di selezione, omogeneizzazione e valorizzazione di materiali plastici tecnici ad alto valore aggiunto, attraverso un controllo capillare della filiera. In ogni fase – dal conferimento allo stoccaggio, dalla macinazione alla trasformazione – seguiamo protocolli rigorosi per garantire sicurezza e coerenza qualitativa.

Abbiamo investito ogni anno in un laboratorio interno dotato di strumentazione sofisticata per le analisi fisico-meccaniche, chimiche e termiche, a beneficio tanto dei nostri clienti quanto dei nostri fornitori. Questo ci consente di validare ogni lotto e fornire un servizio tecnico continuo, personalizzato e orientato alla soluzione.

Siamo inoltre certificati RecyClass per la tracciabilità degli scarti: questo ci permette di monitorare l’intero percorso della plastica, dallo scarto industriale alla trasformazione in materia prima secondaria e infine in granulo certificato. La trasparenza è parte del nostro DNA.

Oltre alla qualità, ci caratterizza una forte vocazione internazionale: oltre il 50% della nostra produzione è destinata all’estero. Questo ci permette di bilanciare le diverse tendenze dei mercati e affrontare con più solidità i cambiamenti globali. Anche il nostro team riflette questa apertura, con figure professionali di diverse nazionalità che arricchiscono la visione aziendale e la cultura interna”.

Quali sono oggi le maggiori necessità dei vostri clienti e quali soluzioni offrite loro?
“I nostri clienti cercano soluzioni sostenibili che non compromettano la performance tecnica del materiale. La richiesta è chiara: alta qualità, tracciabilità, assistenza tecnica e capacità di personalizzazione. Sempre più spesso, le aziende cercano partner che sappiano interpretare esigenze complesse, non semplici fornitori di materiale.

Noi rispondiamo con materia prima secondaria e compound realizzati su misura, tracciati e controllati, in grado di sostituire materiali vergini in molte applicazioni senza compromessi funzionali. Offriamo inoltre supporto tecnico pre- e post-vendita, test di laboratorio, consulenza applicativa e collaborazione nello sviluppo del prodotto.

Siamo flessibili, rapidi e strutturati per garantire continuità produttiva, qualità costante e supporto lungo tutta la catena del valore. La nostra è una filiera corta, ma ad altissimo contenuto tecnico”.

Cosa significa fare impresa oggi nel settore del riciclo? Quali sono le maggiori difficoltà che riscontrate?
“Fare impresa nel riciclo oggi richiede coraggio, pazienza e una visione a lungo termine. Spesso ci si trova in un contesto dove si parla tanto di economia circolare, ma la burocrazia, la lentezza delle istituzioni e la mancanza di strumenti concreti rallentano l’innovazione. I tempi di approvazione per progetti, finanziamenti o nuove tecnologie sono incompatibili con la velocità con cui il mercato cambia.

Il mondo corre veloce, ma in Europa sembra che ci siamo abituati a pensare molto e ad agire poco. Mentre Paesi emergenti come Cina, India o alcune realtà del Medio Oriente spingono sull’innovazione e sull’industria, da noi i progetti impiegano anni a concretizzarsi.

Personalmente vivo questa attività con passione e determinazione, ma anche con la consapevolezza che si potrebbe, e si dovrebbe, fare di più. Il tempo non gioca a nostro favore, e spesso chi è realmente operativo si trova a rincorrere un sistema che dovrebbe invece sostenerlo”.

Prevedete sviluppi di prodotto o avete novità da presentare?
“Stiamo lavorando a diversi sviluppi. Tra i più significativi, un progetto di economia circolare co-finanziato da Invitalia e Cassa Depositi e Prestiti per il recupero e la valorizzazione di elastomeri termoplastici. Partendo da scarti industriali, siamo riusciti ad ottenere un compound personalizzato di granuli su misura per un cliente finale, chiudendo realmente il ciclo e dimostrando che la circolarità non è solo una parola, ma un modello possibile.

Parallelamente, stiamo sviluppando nuovi progetti di recycling, con clienti che utilizzeranno i nostri materiali per l’industria dell’automotive e l’elettronica. E stiamo rafforzando partnership internazionali per espandere la nostra presenza in Europa e in Asia, con l’obiettivo di servire anche il mercato statunitense.

Crediamo che la sostenibilità, per essere credibile, debba essere anche economicamente sostenibile. Per questo investiamo in innovazione, internazionalizzazione e qualità. Ogni nostro prodotto racconta una storia di recupero, trasformazione e visione industriale: questa è la nostra identità, e il futuro che vogliamo costruire”.

 https://combitechitalia.com

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